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Che cos’è la rinosinusite?

Per rinosinusite si intende un processo infiammatorio che interessa le mucose del naso e dei seni paranasali. Alcune volte c’è un solo seno o un gruppo di seni interessati. Se sono interessati tutti i seni paranasali si definisce la condizione pansinusite. Si distingue una forma infiammatoria acuta che raramente dura oltre le 3 settimane e che spesso si presenta come complicanza di un raffreddore ed una rinosinusite cronica che è definita tale quando la sintomatologia si prolunga oltre i 3 mesi oppure si ripresenta più di 3-4 volte l’anno per resistenza alla terapia. La rinosinusite acuta si presenta con dolore facciale, sensazione di pressione, ostruzione nasale, secrezioni catarrali dense e talvolta tosse per passaggio di catarro in laringe. Più di rado compare febbre, alito cattivo, stanchezza, mal di denti. È spesso preceduta da un raffreddore, una rinite allergica in chi ne soffre, esposizione ad irritanti ambientali. A causa del gonfiore delle mucose si chiudono gli orifizi dei seni e il muco che si accumula al loro interno può infettarsi.

 

Come si cura la rinosinusite acuta?

Il trattamento principale è la terapia antibiotica che deve essere sufficientemente prolungata, in genere dai 10 ai 14 giorni. Per favorire il deflusso delle secrezioni infette dai seni è inoltre consigliabile l’uso di decongestionanti nasali, mucolitici e antinfiammatori. Gli antinfiammatori che possono essere prescritti sono i cortisonici e i non-cortisonici, i cosiddetti FANS. Gli antistaminici sono prescritti se la sintomatologia è di tipo allergico con prurito nasale, starnuti frequenti e marcata ostruzione nasale. Per alleviare i disturbi possono essere fatte delle fumigazioni con acqua calda e dei lavaggi nasali con soluzioni saline tiepide.

 

Sono utili gli spray nasali decongestionanti acquistabili senza ricetta medica?

Gli spray decongestionanti che possono o meno contenere efedrina sono utili nella fase acuta di congestione nasale ma non vanno usati oltre i 4-5 giorni. Particolare cautela va usata nei bambini e nelle persone che soffrono di cuore o di ipertensione arteriosa in cui queste sostanze vanno usate solo se prescritte dal medico.

 

Di cosa ci si deve preoccupare in corso di rinosinusite?

La presenza di un gonfiore palpebrale o comunque della regione orbitaria delle allarmare soprattutto se si tratta di un bambino. Alterazioni della vista, torpore o sonnolenza sono altri segni da non sottovalutare perché possono indicare l’insorgere di complicanze cerebrali. Non necessariamente queste affezioni comportano febbre elevata, nonostante la presenza di un processo infettivo che si sta estendendo oltre i seni paranasali.

 

Quali sono i segni e sintomi di una rinosinusite cronica?

Si deve sospettare una rinosinusite cronica quando si soffre per un periodo superiore a 3 mesi dei seguenti disturbi:

· dolore e pressione facciale soprattutto frontale

· lieve gonfiore facciale (palpebre; regione malare (lateralmente al naso)

· ostruzione nasale

· secrezioni catarrali dense e che vanno in gola

· più raramente cefalea, febbricola, stanchezza e alito cattivo

 

Come si diagnostica una rinosinusite?

La diagnosi di una rinosinusite acuta è in genere semplice. Il medico oltre che interrogare il paziente dei disturbi che lamenta può esplorare le fosse nasali e provocare alla digitopressione esercitata sui punti di emergenza dei nervi naso-ciliare (Ewing ) e sovra-orbitario ( Grunwald ).

Può inoltre avvalersi di una sorgente luminosa che premuta contro i seni paranasali in ambiente buio determina una transilluminazione dei seni che risulta assente durante la sinusite. Se esiste il sospetto di una complicanza orbitarla o peggio cerebrale è necessario eseguire una Tomografia Computerizzata (TC) del cranio. Quest’ultimo esame è inoltre necessario per confermare il sospetto clinico di una rinosinusite cronica. In questo caso la TC eseguita dopo terapia medica permette di individuare eventuali conformazioni anatomiche del naso e dei seni paranasali che predispongono alla rinosinusite cronica (deviazioni del setto nasale, conca bullosa, stenosi della regione del complesso osteo-meatale, regione del naso cove drenano la maggior parte dei seni). Essa, se possibile va comunque preceduta da un esame endoscopico del naso e dei seni paranasali eseguito dopo decongestione e anestesia per contatto delle fosse nasali. Durante l’esame endoscopico possono essere anche raccolte delle secrezioni patologiche da inviare per un esame batteriologico.

 

Che tipo di trattamento è richiesto per la rinosinusite cronica?

Il trattamento iniziale può essere di tipo medico. Una terapia antibiotica di 2 settimane con antinfiammatori e decongestionanti. Vanno rimossi, se possibile, i fattori predisponenti trattando condizioni allergiche, evitando l’esposizione a inquinanti ambientali. Talora anche i trattamenti termali con docce nasali e inalazioni caldo umide possono essere di aiuto. Nella maggior parte dei casi è però necessario modificare chirurgicamente le situazioni anatomiche predisponesti di cui si parlava sopra corregendo deviazioni del setto o varianti anatomiche del complesso osteomeatale.

 L’intervento chirurgico più di frequente richiesto e la cosiddetta FESS o ESS che sta per chirurgia endoscopica funzionale (o meno!) dei seni paranasali. Che consiste nell’effettuare l’intervento con l’ausilio degli endoscopi che sono degli strumenti che consentono anche una visione laterale necessaria per esplorare i recessi di cui si compongono i seni paranasali.

 

Come si previene la rinosinusite?

Esistono delle semplici precauzioni e trattamenti che evitano che un raffreddore o una crisi allergica si complichino con una rinosinusite:

· l’uso per un breve periodo di decongestionanti orali o sotto forma di spray nasali

· soffiarsi delicatamente il naso un lato per volta

· bere molti liquidi per favorire la fluidificazione delle secrezioni nasali

· evitare i viaggi aerei, le salite rapide in montagna e le immersioni per evitare brusche modificazioni della pressione atmosferica che contribuiscono al blocco dei seni paranasali

· curare con antistaminici, decongestionanti o altre terapie prescritte dal proprio medico di fiducia le crisi allergiche.

 

Quando rivolgersi al medico?

Nello schema sotto riportato vengono descritti in modo semplice i segni e sintomi di rinosinusite, allergia e raffreddore per avere un’idea della diagnosi differenziale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quando va sospettata una rinosinusite in un bambino?

Oltre che i segni e sintomi presenti nell’adulto nel bambino, soprattutto se piccolo, vanno considerati altri sintomi come il vomito e la tosse (per il passaggio di secrezioni infette nello stomaco e nei bronchi); il gonfiore palpebrale; l’irritabilità o la stanchezza; il mal di testa (soprattutto nei bambini di età maggiore di 5 anni)

Rinite e Sinusite

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Ultimo aggiornamento 15.05.2006

SEGNI/
SINTOMI

SINUSITE

ALLERGIA

RAFFREDDORE

Pressione Facciale /
Dolore

 

Alcune volte

Alcune volte

Durata dei disturbi

PIù di 10-14 giorni

Varia

Meno di 10 giorni

Secrezioni nasali

Denso, giallo-verde

Fluido, chiaro, acquoso

Denso. Biancastro o fluido

Febbre

Alcune volte

No

Alcune volte

Cefalea

Alcune volte

Alcune volte

Alcune volte

Mal di denti (superiori)

Alcune volte

No

No

Alito cattivo

Alcune volte

No

No

Tosse

Alcune volte

Alcune volte

Si

Congestione nasale

Si

Alcune volte

Si

Prurito

No

Alcune volte

Si